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Poco più di un tempo mi basterebbe per definire. Cosa non lo so ancora,ma voglio farlo. Se le distanze si assottigliano,le impercettibili dinamiche che mi spingono questo sapore incolore nella gola,possono svanire. Eppure non c’e’ modo che preme il mio volere. Lo sento,in questa testa che tanto mi opprime. Sento le gambe in uno sforzo effimero. Mi ritrovo ancora lontano. Ma la parola “arrivo” diventa sempre più grande,definita. Ogni respiro scandisce un’indecisione. Continuare o fermarsi. Sarè quel nastro ad avvicinarsi a me? Questa carne che suda è la stessa che puoi strapparmi,ma non avrai in mio sangue.Il mio sapore.
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