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Sono nato a Palermo il 19/3/1980. Ho pubblicato alcune poesie nelle raccolte Note di poesia, Haiku-Tre versi per la pace, Navigndo nelle parole vol. 8, Navigando nelle parole vol. 13 e Navigando nelle parole vol. 23 realizzate dalla casa editrice Il Filo (www.ilfiloonline.it); presente anche nel CD-ROM La Biblioteca dell'inedito sempre realizzato dalle Edizioni Il Filo. Con la stessa casa editrice ho pubblicato una raccolta di testi propri, poesie come polvere. Sono presente anche nell’antologia poetica Ricordo (Giulio Perrone Editore - www.giulioperroneditore.it.). Nel 2009 ho pubblicato la raccolta Memento con l'editore La Zisa (www.lazisa.it). Tra le mie passioni c’è anche la pittura: ho lavorato alla serie delle Esplosioni di colore, realizzata tramite l’utilizzo di colori a tempera mischiati a dentifricio. Di recente sono passato al gesso su tela o legno e acrilici. Ho partecipato al concorso 2° Premio di pittura “Ninni Cassarà” ricevendo un premio con l’opera n.° 69 – Incompleto. Faccio parte del Comitato AddioPizzo, associazione impegnata nella lotta alla mafia in particolare alle estorsioni. Dal sito www.addiopizzo.org: "Addiopizzo è un movimento aperto, fluido, dinamico; è formato da tutte le donne e gli uomini, i ragazzi e le ragazze, i commercianti e i consumatori che si riconoscono nella frase Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità". Un estratto dalla prefazione di poesie come polvere: "Densi, contratti, a volte simbolicamente oscuri: i versi liberi di Giuseppe Pecoraro si impongono per l'icasticità semantica e il sapiente uso del tecnicismo della parola poetica. Erede della linea analogica montaliana, il giovae autore elabora il proprio essere esistenziale e poetico lungo un complesso e tortuoso percorso in fieri in cui il verso, il alcuni casi, si libra in voli volutamente criptici che permettono di avvicinare la raccolta a un certo ermetismo della parola. Le immagini sono intuizioni che si combinano tra loro per ricomporsi in emozioni e ricordi nuovi non ancora sperimentati dall'io: siamo immersi in una poesia che si nutre della negazione della conoscenza per affermarne paradossalmente l'esistenza. L'io poetico è un'entità in divenire che non trova risoluzione di sè; negato in quanto imperfetto, può generare comunque una prole da salvare: è la poesia come forma di riscatto dal silenzio. I componimenti di Giuseppe Pecoraro sono arricchiti dall'uso di un lessico ricercato che si cala elegantemente in uno stile allo stesso tempo raffinato ed evocativo, pungente e spigoloso." Dalla prefazione di Memento: "La raccolta di poesie Memento si compone di frammenti di un discorso esistenziale in cui il tema del ricordo, dimensione in bilico fra morte e vita, è condizione imprenscindibile del vivere poetico. [...] Ne risultano delle liriche crepuscolari, ispirate a una quotidianità dietro cui si celano sofferte verità esistenziali [...] Memento dunque celebra l’epitaffio dell’io poetico che sopravvive alla propria anima defunta, in una lotta sorda e sofferta, in cui attraverso la poesia si attua il tentativo [...] di comporre il vivere affannoso dell’io profondo."
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