Il viaggiatore sopra il mare di nebbia - Caspar David Friedrich... di Stefano Giolo
"
Quando una porta si chiude, altre si aprono, ma spesso passiamo troppo tempo ad osservare con rimpianto la porta chiusa tanto da non vedere quelle che si stanno aprendo per noi.
Come da un sogno rimetto piede in casa dopo un campo scout, l'ennesimo. Questa volta invernale con i Lupetti, come cambusiere, ma rigorosamente in uniforme! Rimetto lo zaino, sempre pronto nell'armadio, tolgo l'uniforme e il fazzolettone ancora una volta pronto a indossarli di nuovo alla prima occasione e ripenso a questi giorni.
A quel ragazzino che faceva il grande, e il superiore che poi a fine campo quasi piangendo mi ha abbracciato, a me, semplice cambusiere ringraziando del campo, agli occhioni azzurri di una ragazzina che faceva una tenerezza da stritolarla di abbracci, all'avversione di un altro ragazzino per il formaggio Emmental, alla bimba che continuava a mettermi la sua sciarpa rosa e io a sudare dal caldo con questa sciarpa che non potevo mai togliere, alla semplicità e alla purezza dei bimbi che mi chiedevano chi della staff stesse con chi se c'erano intrallazzi e coppiette, e sentirli parlare di cose che neppure sanno cosa sono, e giocare, e trovarsi su una sedia con cinque o sei bimbi urlanti che vogliono saltarti in braccio e fare foto con te, e farsi prendere in braccio, e rovesciare e correre, e saltarti sulle spalle, e farli giocare, divertire, e ridere con loro. E camminare nella neve, scivolare, e prendersi a palle di neve e ancora tante tante tante cose, e cucinare con amore e vederli contenti di mangiare e ancora infinite cose e sentire i canti come quelli del mio vecchio gruppo, e raccontarsi le avventure di tanti anni di scoutismo, le tradizioni, i bei momenti, e ricordare quelli passati assieme e sentirsi a casa ovunque ci sia un fazzolettone e una camicia azzurra, sentirsi fratelli, fratelli davvero, non uno tra tanti ma tanti assieme e basta. Non credo lascerò ancora questo mondo, no non ancora, no. Anche se non so ancora bene in che forma o dove resterò, devo prima chiarire delle cose quando io, lei, noi, quando ce la si sentirà, e sistemar la mia nuova casa, e la mia "vita artistica". Finché queste tre cose non saranno sistemate non potrò tornare, non dove ero lo scorso anno almeno. Forse farò già un campo di formazione quest'anno se mi sarà permesso, e ne voglio fare uno l'anno prossimo, ne ho in mente almeno due, se non tre. Formazione sul metodo Lupetti, aggiornamento al nuovo metodo del Reparto e se ci scappa fuori formazione metodo Noviziato/Clan. Comunque sia torno come da un sogno, carico e vivo, la mia strada è ancora lì. La mia strada è ancora qui, con questi calzoncini corti, gli scarponi nuovi, la mia camicia azzurra ricordo di anni ed anni stupendi e delle più belle esperienze passate, il mio fazzolettone blu ricordo dei giorni e delle notti più belli che abbia mai passato, e quel cappellone dalla larga tesa ricordo di sconfitte e di soddisfazioni. Si la mia strada è ancora qui e non sono che all'inizio di quel che sogno di fare, di mille progetti, di sogni, di avventure. Non mi fermo qui, no. Non mi fermo ancora qui. Guardami negli occhi, non mi fermerò qui.
p.s. Perle del campo.... Con in mano tre carte a caso in una partita a scala quaranta "Ho solo questo tris-tezza"... (Erika) Perle di scoutismo moderato: "Lascia il mondo un po' come l'hai trovato" (io) Uscendo dal bagno "Oggi credo di aver adempiuto agli insegnamenti di B.P. Sono sicuro: sento che ora il mondo è un po' migliore di qualche minuto fa" (io) "Estote PaNati" le cotolette degli scout. (Ricciolina in modalità remota) In verifica "La cambusa è stata molto buona a me mi è piaciuto tutto" (Vari Lupetti che avevano evidentemente morso il tavolo o il frigorigero) "Mi sento un vero scout. Mi sono fatto la manicure con la lama del coltello. Compreso il taglio delle unghie" (io) "Che bello il tuo telefono plantare!!" (una Lupetta)
E così dopo nove anni e sei mesi (avrei voluto raggiungere i dieci anni) di assenza di qualsivoglia malattia eccomi qui, con 38 gradi e mezzo di febbre.... e così forse salterò anche il mega weekend in montagna tradizione di ogni anno e che ogni anno tuttavia sembra portarmi sfortuna per un verso o per un altro... Sarebbe stato questo weekend: 19-20-21 Dicembre...
"Robert, c'è una creatura in te che io non ho la capacità di tirare fuori e neppure raggiungere. A volte ho la sensazione che tu esista da un'infinità di tempo e abbia vissuto in luoghi segreti che il resto di noi non si è mai neppure sognato. Mi spaventi, anche se con me sei gentile. Se non lottassi per mantenere il controllo quando sono con te, credo che potrei perdermi e non ritrovarmi mai più" Seppure oscuramente, lui sapeva di cosa stava parlando, ma era a sua volta incapace di metterlo a fuoco. fin da bambino, quando viveva in una piccola città dell'Ohio, aveva avuto di questi pensieri vaghi, un malinconico senso del tragico combinato con una grande potenza fisica e intellettuale. Mentre gli altri ragazzini cantavano Row, Row, Row Your Boat, lui imparava la melodia e il testo inglese di una canzone da cabaret francese. Amava le parole e le immagini "blu" era uno dei vocaboli che prediligeva. Gli piaceva la sensazione che provava sulle labbra e la sulla lingua quando le pronunciava. Le parole avevano una loro fisicità, non si limitavano a significare qualcosa, ricordava di aver pensato da giovane. Apprezzava anche altre parole quali "Distante", "fumo di legna", "superstrada", "antico", "passaggio", "viaggiatore", e "India", per il loro suono, il loro sapore e le immagini che evocavano nella sua mente. [...] A scuola era stato un allievo indifferente, uno di quei ragazzi che riempiono di frustrazioni gli insegnanti. Loro avevano esaminato il suo punteggio nei test di QI e gli avevano parlato di obiettivi da conseguire, della necessità di fare tutto quello che era in grado di fare e del fatto che potesse diventare qualsiasi cosa volesse. Uno dei professori del liceo aveva dato di lui la seguente valutazione scritta "Crede che i test di QI siano uno strumento inadeguato per stabilire le capacità degli individui, in quanto tralasciano di tenere in debito conto la magia, che ha una sua importanza, sia di per se stessa sia in quanto completamento della logica. Consiglio un incontro con i genitori". Sua madre aveva incontrato parecchi insegnanti. Quando le parlavano della taciturna riluttanza di Robert alla luce delle sue capacità, lei rispondeva: "Robert vive in un mondo tutto suo. È mio figlio, lo so, ma a volte ho la sensazione che non sia nato da mio marito e da me, che sia piuttosto arrivato da un luogo in cui sta cercando di tornare. Le sono grata dell'interesse che dimostra, e cercherò ancora una volta di incoraggiarlo ad impegnarsi di più". Ma lui era più che soddisfatto di divorare tutti i libri di viaggi e di avventura disponibili nella biblioteca locale e per il resto di starsene in disparte, trascorrendo le giornate lungo il fiume che scorreva ai margini della città, ignorando le partite di football, i balli studenteschi, e tutte le altre cose che lo annoiavano. Pescava, nuotava, camminava e si sdraiava nell'erba alta ad ascoltare voci lontane che fantasticava essere il solo a sentire. "Ci sono stregoni là fuori" soleva dirsi. "Puoi sentirli se resti aperto e silenzioso, sono là fuori."
-Tratto da "I Ponti di Madison County" di Robert James Waller-
è facile dire ti cercherò negli occhi di tutte le donne, difficile è poter dire ti ho fuggita e poi cercata negli occhi di tutte le donne ma sono ancora qui a cercarti.
Perché al centro del pavimento di camera mia improvvisamente è comparso il foglietto della preghiera del mattino dei giochi di San Giorgio del 7-8 Maggio 2005 perfettamente intatto e piegato e con dentro un biglietto di ingresso per la Torre degli Asinelli di Bologna? Che tra l'altro cosa centrano un foglietto con l'altro?! ...cosa ci sia scritto sul foglietto della preghiera... beh forse è ancor più assurdo ma questo lo terrò per me.
La mia camicia è ad impolverarsi nell'armadio. Ma nell'armadio, non in uno scatolone. Estote Parati, son sempre pronto a tirarla fuori. Il mio fazzolettone è attaccato al muro, si, su una parete con altri trenta fazzolettoni di colori diversi, accanto al mio cappellone. Pronti per essere indossati. Il mio zaino è lì nell'armadio, con dentro il sacco a pelo, la torcia con le batterie sempre cariche e il necessario per essere pronto a partire. Ho comprato degli scarponi nuovi, per quando tirerò fuori lo zaino. E con gli scarponi ci sono le calze dell'uniforme. Il mio coltellino è sempre qui, nel mio cassetto, con il suo cordino pronto per legarlo alla cintura, pulito e curato. La mia cintura è allacciata ai pantaloni, e i pantaloni piegati sotto la camicia appesa. La mia camicia, quella che è lì a prendere polvere. Il mio cuore... il mio cuore è lì dove non è la mia camica, il mio fazzolettone, il mio zaino, i miei scarponi, il mio coltellino, la mia cintura, i miei pantaloni. Il mio cuore non è dov'è la mia camicia ma è dov'è la promessa che ho pronunciato tanti anni fa e che rinnovo continuamente. Il mio cuore sta aspettando qualcos'altro.