Sono giorni complessi, lunghi e difficili. Questa settimana lavoro la notte da mezzanotte alle sette e le giornate sono stancanti, mercoledì alle 21 ero a Padova per una riunione dell'EPC Agesci del Veneto per organizzare la partenza per L'Aquila, a mezzanotte ero a lavoro, oggi dopo cinque ore di sonno in piedi ad organizzare la mia squadra e il viaggio assieme a Cristina di un'altra squadra con la quale partiremo, totale circa 25 telefonate in poche ore... Il tempo di riposare ancora un po', preparare i bagagli e di nuovo a lavoro... eccomi qua. La situazione almeno è tranquilla. Domani ultimi preparativi, festa di compleanno la sera e poi partenza alle 4 di sabato mattina, cinque ore di macchina e finalmente saremo là.
La riunione all'EPC è stata molto illuminante, ci ha fatto riflettere su cosa incontreremo, sulle difficoltà che incontreremo, sulle problematiche. C'era una psicologa a parlarci delle varie reazioni che possono avere le persone, i bimbi, gli anziani, sull'importanza della nostra uniforme, su come la gente vede queste persone con i calzoni corti e la camicia azzurra. Oggi ho preparato le mie tre uniformi, due con ...
Non ho detto nulla in questi giorni perché preferisco il silenzio, ci sono già tante, troppe speculazioni a riguardo e seppure per me sia un mito preferisco il silenzio.
Voglio però pubblicizzare un video per chi ancora non crede, per chi ancora nonostante se ne sia andato specula su di lui.
In questi giorni son sempre di corsa, sempre di corsa sempre di corsa, sempre di corsa. La vita cambia ruota, ruotano gli affetti, come capelli ricci cadono ruotano si alzano, improvvisano come jazz come i sogni come le strade che non conosci e i sentieri di montagna, come i flutti dell'acqua nei fiumi, come il fumo di una sigaretta che sale nell'assenza di vento, come le forme delle nubi.
In questi giorni mi sto preparando a dei cambiamenti.
Ho iniziato a raccogliere le ultime cose scritte, le cose scritte negli ultimi due anni e mezzo e mi sono accorto che non è affatto vero che ho scritto poco, è cambiata la qualità forse, alcuni scritti sono tra i migliori della mia vita, altri tra i peggiori, ma pochi non lo sono di certo.
Sto raccogliendo, scrivendo, impaginando il prossimo libro, o lo scorso, non so come definirlo... se solo non mi fosse stato rapinato un manoscritto e non ne avessi stupidamente perso un altro credo avrei materiale quasi per raddoppiare, ma forse il secondo volevo scordarlo e l'ho scordato.
Ho controllato i miei scritti e ho "scoperto" di avere un romanzo iniziato e abbandonato, un romanzo molto sperimentale, e qualche racconto. Ci lavorerò.
Mi accorgo però della difficoltà a chiudere un capitolo, un libro. Sono abituato a riuscire a chiudere un libro solo dopo aver iniziato il successivo, non perché viva ancora nelle o delle cose scritte nel precedente ma semplicemente per senso logico dato che ogni mio libro si chiude dando segnali dell'inizio del successivo. Mah forse un po' come quelle donne che non lasciano il precedente uomo finché non hanno trovato il successivo, paura di solitudine? Incapacità di autonomia? Forse con i miei libri sono un po' così.
Confido però nell'inizio di un nuovo nei giorni della settimana prossima, confido in un nuovo inizio di scrittura, alternativa tra l'altro al passato. La settimana prossima sarò in Abruzzo, tra le case crollate, tra la gente che vive come probabilmente noi facciamo fatica anche solo a concepire, loro hanno bisogno di me, di te, di tutti noi e forse anche noi in qualche modo abbiamo bisogno di loro, di incontrare un qualcosa che possa scuotere i nostri divani, e le nostre arie condizionate. Vedrò, vivrò, darò, scriverò, e tanto tanto tanto sono sicuro di ricevere.
"è sempre bello essere qui in Sicilia a Milazzo!" Così ha esordito Mike Patton con i Faith No More ieri sera a Milano. Su un palco con le scene di un eleganza stupenda, creato come il palco di un teatro, con i drappi rossi, Mike con un vestito elegante argentato e la sua voce incredibile, sinceramente al di là delle mie aspettative. Era un festival quindi la loro performance è durata solo un ora e mezzo ma più che sufficiente per far rivivere l'emozione di questo gruppo. Incredibile, assolutamente stupendo. Io tra l'altro ero esattamente al centro del palco seduto in un posto rialzato subito dietro alla zona dei tecnici audio, in pratica nel posto migliore in assoluto.... Uno dei concerti più belli della mia vita. Ha perfino cantato "Evidence" in italiano! Non viene benissimo, e faticava un po', ma è stato un gesto apprezzatissimo! Questo filmato non rende molto la musica ma si vede un po' di scenografia.
Quanto viene usata la musica elettronica al giorno d'oggi? Quanto viene considerata moderna tale musica? Volevo proporre un pezzo di Jean Michelle Jarre.
Ebbene di che anno può essere questa musica? Questo brano è preso da un album del 1976 e al giorno d'oggi c'è ancora chi si vanta di fare innovazione inserendo sempre più strumenti elettronici in qualsiasi cosa. Oggi che grazie ad artisti come Jarre compriamo una tastiera da 300 euro e ci troviamo questi suoni già inseriti, suoni che all'epoca artisti come lui, come i Pink Floyd, come Vangelis, i Depeche Mode anche se arrivati un po' dopo si creavano non tramite simulazioni al computer ma tramite circuiti elettronici costruiti a mano, con ore perse non a "scegliere il suono giusto" ma a costruire il circuito che permettesse di realizzare tali suoni. E con questo lo ammetto. Amo la musica elettronica, ma anche lì amo quella di qualità.
Strano rivedere il tuo volto dopo tanto dopo anni dopo chissà quante cose.
rivederlo qui a terra. Immobile.
Il tuo sorriso semplice che non racconta chi sei: hai imparato a fingere. Il tuo sguardo così disarmante come di bimba. Eppure dietro c'era altro molto altro. Troppo altro.
Rivederti qui a terra accanto a me che ti osservo da lontano cosa cercavi dalla tua finestra? Cosa cercavi quando hai deciso di scendere? Di andare.
Ricordo quando da piccola ti schernivano per il tuo nome Carlotta e per le orecchie e a me dava fastidio, eri così bella. Ricordo il tuo sorriso che non era quello di questi anni ricordo poi il silenzio.
Ed ora ti guardo qui a terra dove tu non sei più e mi chiedo cos'hai cercato mi chiedo se l'hai trovato mi chiedo quali fossero i tuoi sogni irraggiungibili
e mi guardo attorno. Tutto così indefinito e definitivo. Tutto finalmente così eterno da lasciare senza respiro. Tutto semplicemente così. Per sempre così.
Giolo Sun torna in azione a spot, diciamo un anteprima del futuro. Per chi ne volesse un assaggio dovrei suonare questo sabato sera alle Colombare a Verona, sarà una presentazione spot del nuovo trio acustico che entrerà in attività verso agosto/settembre di quest'anno e ci sarà l'occasione di suonare e improvvisare con un gruppo che non conosco ma con cui ci sarà certamente da divertirsi!
Ninnananna.... dei Modena, l'ho appena ascoltata, grazie ad un amica Sono talmente tante le persone a cui lego alcune loro canzoni che ormai che non c'è più una persona precisa. Non mi ricorda lei, l'altra, l'altra ancora, mi ricorda Lei, mi ricorda quando ero innamorato, innamorato in senso lato.
Non ho mai avuto un loro album, una volta ne ho scaricata l'intera discografia, ero deciso ad approfondirli sul serio, ma l'ho cancellata dopo poche ore.
Sono per me una specie di Tabù... Ninnananna, Ebano, Cento Passi, Contessa, In un giorno di pioggia.... si in un giorno di pioggia credo sia quella a cui sono più legato, ormai da anni tanti anni che neppure lo so dire.
Ma non posso ascoltarli troppo.
I Modena mi fanno entrare in una specie di trip... credo che se potessi ascoltarli sempre le possibilità sarebbero due o perderebbero il loro effetto su di me o mi metterei a scrivere fino a non smettere più.
Mi fanno pensare, mi fanno innamorare, mi fanno scrivere, mi fanno scivolare tra i pensieri, mi fanno viaggiare.
L'odore del legno, di corda e legno, di corda legno e attrito. L'odore di costruzioni, della fatica e del sole, l'odore sulle mani dopo una giornata con quella camicia, con quel fazzolettone al collo, e i sorrisi strappati dai bimbi, e la consapevolezza che infine tutta quella fatica spesa è servita a qualcosa, nonostante le tante assenze di chi non ha il rispetto e la comprensione di certi meccanismi infine tutto è andato per il meglio. Sono tornato in questo mondo con una voglia immensa di proseguire, di portare lontano i miei progetti, sono tornato in questo mondo.Mi trovo già le vesciche alle mani, segno d'aver perso l'abitudine alle costruzioni, l'abitudine però, non l'attitudine. Osservo ancora nella mente tutte le perone incontrate oggi, i miei ragazzi, ma anche personaggi storici che hanno fondato il mondo in cui oggi vivo, persone sconosciute, persone re incontrate dopo anni -tu non ti ricordi, no ma io si, eccome- ed ancora i compagni di questa avventura che prosegue ormai da una vita, persone con cui condividere i momenti più forti, nel bene e nel male, da cui imparare, a cui insegnare, con cui crescere negli anni, con cui creare ambienti nuovi. E gli odori di terra nuova, di erba, di legno, fuoco, l'odore della fatica sul corpo, paradossalmente diventa stupendo anche il finale, anche lo smontare tutto quello che hai costruito e usato, portare vi i tavoli, togliere il sipario, perché fatto con le persone che ami, perché fatto con la soddisfazione e la consapevolezza di aver dato qualcosa, anche questa volta, di aver completato un mondo nonostante i problemi apparentemente insopportabili ed insuperabili di pochi giorni, poche ore prima. E tornare a casa stanco, tanto stanco da non avere la forza che di buttarsi sul divano, stanco ma col sorriso. E sulle mani l'odore del legno, di corda e legno, di corda legno e attrito, le vesciche, la terra, i colori del mondo, il colori del mondo che hai appena creato con le tue mani, con le mani delle perone che ami. E guardare quelle mani pensando che si... quelle mani sono le tue mani, che si, con quelle mani si possono fare grandi cose.
« Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana. » (Giovanni Falcone)
« Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola. » (Giovanni Falcone)